Drive In - Un tuffo nei nostri Ricordi - RICORDI - Il sito dei tuoi ricordi

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Drive In

RICORDI - Il sito dei tuoi ricordi
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Drive In


Drive In è un programma televisivo italiano tramesso da Italia 1, di genere comico, trasmesso dal 1983 al 1988, ideato da Antonio Ricci. Riscosse un grande successo entrando nel costume nazionale del tempo, contribuendo a portare alla ribalta numerosi personaggi dello spettacolo italiano e divenendo uno dei programmi-simbolo della televisione italiana degli anni ottanta.
In onda inizialmente per una sola ora a settimana, dato il grande riscontro vide presto raddoppiare la sua durata, raggiungendo punte di otto milioni di spettatori.

Il programma esordì il 4 ottobre 1983 ed andava in onda, inizialmente il martedi per poi passare alla domenia, sempre su Italia 1 sino alla sua chiusura, il 17 aprile 1988.
La struttura del programma venne mutuata da altri varietà televisivi degli anni precedenti come Non stop, Tutto compreso e Due di tutto: niente conduttore e comici ed protagonisti che si avvicendano sul palco, senza interruzione. Dichiarava Antonio Ricci: «avevo in mente di creare una trasmissione tutta di comici: pativo le canzoni, i balletti, gli ospiti del varietà classico», che diede così vita a uno show che, per sua stessa ammissione, era «una macedonia di generi, una via di mezzo tra sit-com, varietà, effetti speciali, satira politica, parodie, gag, barzellette, tormentoni». Caratteristiche salienti furono la velocità dei cambi di scena, monologhi e parodie di film celebri insieme a spezzoni di comiche, nuovi cabarettisti che tra il pubblico recitavano i loro sketch uno dietro l'altro e rapide gag intervallate da intermezzi ballati, il tutto con un taglio di regia e un montaggio incalzante che consentiva l'inserimento degli spot pubblicitari senza interrompere il ritmo e quindi divenne una vera e propria opera di «rottura» dinanzi all'istituzionalizzato mondo dei varietà italiani del tempo, nonché l'ideale per la nascente televisione commerciale di cui Drive In finì per divenire il programma comico più rappresentativo del decennio. Per dirla nelle parole di uno dei suoi protagonisti, Ezio Greggio, «Drive In ha segnato un cambio generazionale e di stile nel varietà televisivo che nessuno ha segnalato: la fine del presentatore tradizionale, dei salamelecchi e dei tempi morti, la nascita di un varietà satirico tutta sostanza e niente fumo».
Il 31 dicembre 1983 fu trasmessa a reti unificate sulle due reti dell'allora Fininvest, Canale 5 e Italia 1, una puntata speciale del programma intitolata Capodanno al Drive In.
Tra il 1991 e il 1992, durante la fascia di mezzogiorno, il programma venne riproposto da Italia 1 con un differente montaggio, raccogliendo in ogni puntata circa ottanta minuti di spezzoni: tra un blocco e l'altro venivano inoltre mandate in onda alcune interviste ai protagonisti, i quali raccontavano aneddoti circa il programma. Nell'estate del 2003, per celebrare il ventennale dalla messa in onda della prima puntata, Canale 5 mandò in onda una serie di quattro puntate con il meglio di Drive in, chiamate Drive In Story.
Nell'ottobre del 2013, in occasione dei trent'anni della trasmissione, sono stati messi in vendita sei DVD, a cadenza settimanale, con tutto il meglio delle edizioni. La raccolta è curata dal Fabio Freddi, esperto di comunicazione. Oltre agli sketch, sono stati inseriti brevi interventi di Carlo Freccero, Angelo Guglielmi e Giampiero Mughini. Il 4 dicembre dello stesso anno è stato inoltre trasmesso su Canale 5 Drive In - L'origine del male, un documentario realizzato per celebrare il trentennale dalla prima messa in onda del programma.

Ambientato in un drive-in, nelle prime tre edizioni era presenta una trama che collegava le vicende rappresentata dal tentativo, da parte del proprietario del locale (Gianfranco D'Angelo), di approfittare, assieme al suo giovane aiutante (Greggio), di un ingenuo e malcapitato cliente (Enrico Beruschi) che lì si recava per corteggiare la procace e succinta cassiera (Carmen Russo, in seguito sostituita da Lory Del Santo) nonché per cercare un po' di evasione dalla vita quotidiana, e soprattutto, dall'opprimente moglie (Margherita Fumero).
Drive In è stato l'occasione di lancio per molti nuovi personaggi, mentre per altri è stato l'occasione per il consolidamento della loro popolarità Ricordiamo Giorgio Ariani, la coppia Syusy Blady e Patrizio Roversi, Massimo Boldi, Enzo Braschi, Olga Durano, Isaac George, Malandrino e Veronica, Guido Nicheli, Carlo Pistarino, Lucio Salis, Caterina Sylos Labini, Teo Teocoli, i Trettré, il Trioreno, Sergio Vastano, Mario Zucca, Francesco Salvi, Zuzzurro e Gaspare e Giorgio Faletti; nella maggior parte dei casi si trattava di volti ancora sconosciuti ai più, che troveranno fama proprio grazie al programma. Tra le protagoniste femminili comparivano Carmen Russo, Lori Del Santo, Tinì Cansino, Nadia Cassini, Antonia Dell'Atte, Eva Grimaldi, Cristina Moffa, Johara e Ambra Orfei.
I testi vennero scritti da autori a volte esordienti come Ellekappa, Gialappa's Band e Gino e Michele.
Le Ragazze fast food era un gruppo di ragazze in abiti discinti e comprendevano showgirl come Cyssa Zaugg, Eliette Mariangelo, Ritanna Carpenter, Francesca Colombo, Sofia Frisone, Gloria Scotti, Toti Botta, Luciana Ricca, Patrizia Sala, Stefania Miniucchi, Sabrina Sabbatini, Cristina Garavaglia, Federica Farnese. Durante il susseguirsi delle edizioni a queste venne affiancato un gruppo di sette ragazze adolescenti, definite le Monelle, alcune delle quali continueranno poi la carriera nel mondo dello spettacolo come ballerine (Marianna Fontana) o presentatrici (Cristina Beretta); c'era infine un terzo gruppo di ragazze, le Bomber.
Ogni puntata veniva introdotta e conclusa da un monologo di D'Angelo, talvolta scritto da Enrico Vaime, sui vizi e manie degli italiani o sul commento di un evento della settimana. Nella prima edizione il monologo di chiusura cui seguiva la sigla finale, veniva improvvisamente interrotto da un violento acquazzone che faceva scappare i clienti; nella seconda edizione la pioggia venne sostituita da una fitta nebbia; nella terza la sigla fu sostituita con una comica di Benny Hill.
Per la prima edizione vennero adottatee due sigle di testa: dall'ottobre del 1983, un brano strumentale composto da Detto Mariano; dalla metà di marzo del 1984 Zucchero zucchero, interpretata da Cristina Moffa. Successivamente, dalla seconda edizione, fu utilizzata come unica sigla la celebre Saxofono for me eseguita da Roberto Negri. Una sigla di coda è stata utilizzata solo durante la prima e seconda edizione, dapprima La Bambola, celebre brano portato al successo da Patty Pravo e qui interpretato da Carmen Russo, e successivamente Bum bum cantiamo, interpretata da Nadia Cassini.
Molti personaggi del mondo della televisione, della musica e dello spettacolo hanno amichevolmente recitato un piccolo cameo durante le cinque edizioni del programma, vedi Guido Angeli, Christian, Gary Coleman, Corrado, Serena Grandi, David Hasselhoff, Daniele Piombi, Marco Predolin, Memo Remigi, Donatella Rettore, Gigi Sabani, Mago Silvan, Ilona Staller, Little Tony e Iva Zanicchi, oltre a un giovane Pier Silvio Berlusconi. Tra gli ospiti musicali si ricorda la partecipazione dei Matt Bianco.

Innumerevoli i personaggi proposti dai vari comici negli anni del programma: ciascuno di essi, fosse l'imitazione di una persona realmente esistente, o una parodia di qualcuno o ancora un semplice modello di comportamento, era poi caratterizzato da una serie di "tormentoni": modi di dire ripetuti a ogni puntata, che alla fine inducevano un senso di attesa ai telespettatori.

Così, Ezio Greggio si esibiva nel personagglio del banditore dell'Asta Tosta ("oggetti tosti per tutti i gosti"), presentava improbabili gadget legati a personaggi della politica e dello spettacolo, terminava le sue apparizioni proponendo un'orribile stampa kitsch di un vecchio beone in osteria, presentata come opera di un certo Teomondo Scrofalo, introdotto con la frase "è lui o non è lui? Cerrrrto, che è lui!".

Altro personaggio di Greggio il "Criticatrutto", il critico tritatutto.
E poi Mr. Taroccò "con l'accento sulla Q", strampalato prestigiatore (altro tormentone "bada ben bada ben bada ben...") che aveva come improbabile assistente il coniglio bianco Oreste presentato come "suo commercialista", Spetteguless, la parodia dei pettegolezzi e del gossip mondano ("cronaca stop, novella express... più che notizie, spetteguless" con il tormentone "chi ha cuccato la Cuccarini?), il professor Zichichirichì, parodia dello scienziato Antonino Zichichi, il Dottor Vermilione, "psicologo santone", parodia dello psicanalista Armando Verdiglione il capocomico Gigio Gigi col suo gruppo "I gigioni" (Jimmy il fenomeno e altri), a bordo di un teatro camion ed il conduttore del quiz show "Testa di Quiz" in cui riusciva a guadagnare soldi spillati ai concorrenti e far vincere sempre lo stesso concorrente.

Anche il "padrone di casa" Gianfranco d'Angelo si esibiva in numerosissimi personaggi.
il Tenerone: "l'animale più buono del mondo", un animale completamente rosa, a metà strada tra un orso e coniglio, il cui verso era "pippo, pippo, pippo". Gag ricorrente: quando il tenerone si emozionava, ritirava la testa dentro il corpo dicendo appunto "emoziooone!"; per fargliela uscire, Ezio Greggio doveva premergli il fondoschiena, Giovanni "John" Spadolini che discuteva al telefono con Ronald "Ron" Reagan,"Marina Dante delle Povere" (imitazione di Marina Ripa di Meana, al tempo coniugata Lante della Rovere), intervistata da Roberto Gervaso (in cui D'Angelo interpretava entrambi i personaggi, le cui battute venivano poi montate in sequenza tramite un effetto di campo e controcampo), la contessa, che si faceva intervistare sdraiata su un letto, descriveva ogni sua pretesa fiamma con la frase "un omaccione, con due baffetti da sparviero", e alla fine dello sketch riusciva a sedurre "Gervasetto", il quale le saltava addosso. Marina Ripa Di Meana fu molto divertita dall'imitazione, al punto di arrivare a minacciare addirittura una querela se lo sketch fosse stato interrotto. Anche Roberto Gervaso si recò di persona negli studi prima per conoscere e complimentarsi con gli autori e poi per presentare un libro. Altri personaggi interpretati da d'Angelo furono Raffaella Carrà, anche lei intervistata da "Gervasetto" D'Angelo, Piero D'Angelo, parodia di Piero Angela, che conduceva il programma Il mondo di Quirk Quork Quark nel quale raccontava di alcuni tipi di persone come se facesse un documentario scientifico. Una gag ricorrente era quella in cui il conduttore, quando tentava di accavallare le gambe, lanciava un urlo di dolore a causa della compressione dei testicoli. Indimenticabile il signor Armando, che magnificava la bravura della propria cockerina Has Fidanken che, per contro, restava sempre immobile qualunque cosa le si dicesse di fare. Comparso per la prima volta nel 1984, il numero di Has Fidanken (in cui D'Angelo, nel tentativo di fargli eseguire gli ordini, chiamava il cane con l'imperativo Has...Fidanken!!!, che divenne in poco tempo un vero e proprio tormentone di quegli anni) fu ideato da Enrico Vaime, come vari altri monologhi portati da D'Angelo a Drive In dal 1983 al 1986. La parodiaPippo Baudo e Katia Ricciarelli in cui D'Angelo interpretava entrambi i ruoli, Sandra Milo che all'epoca conduttrice di Piccoli fans. Nella parodia, i bambini si vestivano come i cantanti imitati e venivano doppiati da un adulto; alla fine dell'esibizione, venivano regolarmente presi a botte dalla finta Sandra Milo. E poi ancora Ciriaco De Mita, Giovanni Goria. In merito all' imitazione di Gianni De Michelis, di cui si ricorda il tormentone "Bon, bon, bon: ma che sagoma che son", D'Angelo ha parlato in un'intervista uscita sul Secolo d'Italia del 19 aprile 2011: "Ci fu un tentativo di farmi correggere l'imitazione del politico socialista. […] Il bello è che non solo ho continuato a farla ma qualche mese dopo, mi chiamò il segretario di De Michelis per chiedermi di partecipare a uno spettacolo in campagna elettorale a Venezia. Era lui a chiedermi di imitarlo. Ma rifiutai, non mi pareva il caso".

L'indimenticato Giorgio Faletti interpretava Vito Catozzo, guardia giurata sovrappeso, caratterizzato da una parlata sgrammaticata (in particolare riguardo l'uso del congiuntivo) e da un forte accento pugliese (tormentone tipico l'imprecazione "Porch'il mond' che c'ho sott'i piedi!"). I suoi racconti vertevano sulle sue vicende famigliari: la moglie Derelitta ("un metro e quaranta di altezza per 140 chili"), le sei figlie (Crocefissa, Derelitta jr, Addolorata, Immacolata, Selvaggia e Deborah), ma soprattutto il figlio, Oronzo Adriano Celentano Catozzo, di cui Vito faceva di tutto per celare l'evidente omosessualità. Carlino, adolescente di Passerano Marmorito che entrava in scena chiedendo a gran voce dove potesse trovare delle donne nude (alludendo alle Ragazze fast food). Lo sketch seguiva sempre lo stesso canovaccio: Carlino scopriva i tradimenti della cognata, procace e vogliosa, la quale tentava di comprarne il silenzio con la promessa di regalargli un "giumbotto" (una delle tante parole storpiate da Carlino). Frase ricorrente: riferendosi alla cognata, Carlino ripeteva "c'ha due roberti...", facendo riferimento al suo grande seno. Il Testimone di Bagnacavallo, caricatura di un adepto di una setta millenarista. Il suo tormentone consisteva nella frase: "Credete forse che io...E non vi veda?" e poi Il Cabarettista Mascherato, Suor Daliso delle "Piccole Madri Addolorate del Beato Albergo del Viandante e del Pellegrino", Poldo, inserviente del circo "Frollo, Frollo, Frollo e Schwartenegger" alla ricerca del suo elefantino, Topoligno, un orfano brasiliano un po' arraffone che aveva tre sorelle maggiori di colore e non capiva come mai lui era l'unico bianco. I suoi tormentoni erano: "Topoligno è furbo ahaha..." e "Triplo vantaji, perché Topoligno è un povero urfanej".

Da ricordare i personaggi interpretati da Carlo  Pistarino.
Un autista di autobus, raccontava il mondo al di là del suo parabrezza, litigando con tutti: gite Pistarino, in ogni puntata veniva raccontata una gita turistica, che andavano dalla gita al santuario alla settimana bianca a Courmayeur.

E ancora Agenzia di Viaggi Pistarino, Foto Pistarino ed un fotografo di moda e gossip.

Ed infine altri personaggi interpretati da Enzo Braschi (il paninaro), Sergio Vastano, Francesco Salvi, i Trettré, il duo Boldi-Teocoli e - non ultimo - Enrico Beruschi con la compagna Margherita Fumero.



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